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Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla el

Il blog della Donna Camèl è nato alla fine dell'estate del 2006, poco dopo l'apice del massimo splendore ma molto prima del declino dei blog in quanto moda.
È stato sempre su una piattaforma gratuita che negli anni ha cambiato nome e proprietari: ci sono capitata per una serie di circostanze fortuite e perché tutti i miei amici erano già lì, poi loro sono andati via tutti e io sono rimasta, irriducibile, a parlare di scrittura creativa, a proporre esercizi e racconti. Ci ho pubblicato pure un romanzo a puntate, un momento impagabile di intimità con i miei lettori.
Infine mi sono decisa a traslocare anch'io, lo porto qui a casa mia, se non tutto tutto la maggior parte: l'archivio. Non so quanto ci metterò, son più di 1000 articoli e li sposto con cura uno a uno, ma ho pazienza e la voglia di lavorare non mi manca: comincio oggi che è un lunedì ed è il 24 luglio 2017.

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A marzo 2010 col post 400 del vecchio blog pubblico lo studio su un personaggio sul quale poi ho lavorato parecchio, ho scritto più versioni diverse, qualcuna è finita anche in lavori di respiro più ampio. Ci aggiungo una curosità: nei commenti che riporto dal vecchio blog, una persona mi chiede se mi può contattare in privato con urgenza: ovviamente gli dico di sì e mi faccio trovare, di certo questo signore è rimasto folgorato dal nitore della mia prosa o in subordine dalla potenza dell'intreccio di questo frammento, chissà cosa vorrà propormi! Te lo immagini?
E invece no, non stava cercando me ma Gianluigi Radice, il mio personaggio di fantasia, il cui nome aveva googlato arrivando al mio blog. E non ci voleva credere, che anche il nome era inventato di sana pianta! Questa sì che è bravura signori miei, metto dei nomi così verosimili ai miei personaggi, che sembrano veri! Edit 1 ottobre 2017

In via San Gregorio, a un passo dalla stazione centrale di Milano, c'è l'Osteria del treno con sala da ballo: colonnine tornite in ghisa reggono una balconata di ferro battuto decorato a motivi liberty e, sotto, una trentina di tavoli rotondi disposti a ferro di cavallo intorno alla pista, su ogni tavolo una doppia tovaglia lunga fino a terra, una candela, un fiore. In fondo il palco rialzato con l'orchestra e un grande pianoforte a coda. Ogni domenica sera alle ventuno e trenta Gianluigi Radice scosta il tendone di velluto rosso, paga il biglietto, dieci euro consumazione inclusa, e occupa il terzo tavolino a sinistra. Poco più tardi andrà verso lo spogliatoio a mettersi le scarpe di vernice che ha portato nella borsa della piscina e rientrerà nella sala con le mani in tasca. A quel punto la serata avrà inizio.

Tango - Photo by Jamie Street on UnsplashIl bello del tango è il ballo. Non importa l'avvenenza, l'età o la parlantina. Gianluigi è portato di natura e ha cominciato nel dopoguerra, poi con anni e anni di esperienza si è conquistato l'ammirazione di tutti. Potrebbe fare il maestro, se lo volesse. Ma non vuole. Non gli importa. Ogni domenica sera va al Treno perché ci è andato sempre e sempre ci andrà. Ci andava con sua moglie fino all’ultimo, una ballerina eccezionale, la sua Enza. Gli è morta una sera all’improvviso, in silenzio come era il suo solito, senza dare disturbo. La domenica pomeriggio la va a trovare a Bruzzano con un mazzo di fiori e un lumino di cera.
Non va mai a ballare in nessun altro posto e non riceve nessuno a casa sua, non va in visita. Una volta al mese arriva fino alla posta di via Stefini e ritira la pensione, al mercoledì ha il mercato sotto casa, compra mezzo pollo arrosto e le verdure per la settimana. Non si annoia a fare sempre le stesse cose. Una volta l’edicolante di viale Lunigiana gliel’aveva chiesto, lo vede arrivare sempre alla stessa ora a prendere il corriere. A parte che ci è abituato, gli aveva risposto, visto che faceva il tranviere e non sgarrava mai un turno, la mattinata gli passa via a fare la polvere a casa, verso le undici esce e si prende un cappuccio decaffeinato al bar pasticceria, poi compra il giornale e il pane e già è ora di pranzo. Nel pomeriggio, dopo i piatti e il pisolino se lo legge tutto dall’ultima pagina alla prima, compresi i necrologi, d’inverno fa buio ancora prima che abbia finito. Non gli manca mai qualcosa da fare. Questo vale sempre tranne la domenica che è un giorno del tutto diverso. La domenica mattina fa il bagno e si cambia i vestiti, la canottiera di lana in inverno e di cotone in estate, le mutande, i calzini. Alle undici va a messa in Sant’Agostino e infatti il giornale lo compra al ritorno che è mezzogiorno passato. Nel pomeriggio c’è il cimitero e alla sera va a ballare.
Questa sera al Treno c’è poca gente. Danno una partita in televisione e i tavolini sono mezzi vuoti. L’orchestra suona come niente fosse anche se nessuno balla. Aspettano un segnale, qualcuno che cominci. Gianluigi scorre gli occhi sulle persone sedute per scegliere la prima donna che guiderà con dolce decisione per i prossimi quattro balli. E’ un incontro di sguardi quello che cerca, inutile avvicinarsi al tavolo di compagnie di amici venuti qui per curiosità o per scherzo. Non è nemmeno il caso di invitare una signora che sta frugando nella borsa o guardando altrove. Meglio individuare una vera ballerina, che aspetta concentrata il breve inchino e saprà rispondere alla lieve pressione della sua mano sulla schiena.
C’è una ragazza mai vista prima seduta a un tavolino della seconda fila. E’ molto giovane ma decisa. Gianluigi attraversa lo spazio che ora sembra immenso ma poi non è mai abbastanza e la guarda dritto negli occhi. Senza una parola lei si alza e gli porge la mano. Parte A media luz.


Commenti al Post:

Domenica sera all'osteria del treno con sala da ballo

Arvalius il 09/03/10 alle 10:59 via WEB
Bel pezzo :)

LaDonnaCamel il 09/03/10 alle 11:39 via WEB
Grazie Mario. Mi butto sul privato che il pubblico mi fa schifo :(

Dario il 10/03/10 alle 22:25 via WEB
A tratti, leggendo più volte, mi è sembrato che tu abbia "spezzettato" troppo, però è un bel festeggiare :-) ps. chissà quale parvenza di libertà ci verrà gentilmente concessa :-(

LaDonnaCamel il 11/03/10 alle 09:26 via WEB
Eh, hai ragione, ci ho messo troppi punti. Ne terrò conto: è un lavoro in corso. (la voce della ragione è sempre più fioca, con sto freddo le sarà venuto il mal di gola anche a lei, ma non si darà pace...)

andrea il 03/12/10 alle 13:05 via WEB
ciao, mi chiamo andrea e sono un giornalista. mi interessa molto il tuo pezzo e vorrei chiederti un paio di cose in privato. potresti mandarmi una mail? andsce@hotmail.com

LaDonnaCamel il 03/12/10 alle 13:33 via WEB
Subito subitissimo :-)

 

 

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