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Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla el

Il blog della Donna Camèl è nato alla fine dell'estate del 2006, poco dopo l'apice del massimo splendore ma molto prima del declino dei blog in quanto moda.
È stato sempre su una piattaforma gratuita che negli anni ha cambiato nome e proprietari: ci sono capitata per una serie di circostanze fortuite e perché tutti i miei amici erano già lì, poi loro sono andati via tutti e io sono rimasta, irriducibile, a parlare di scrittura creativa, a proporre esercizi e racconti. Ci ho pubblicato pure un romanzo a puntate, un momento impagabile di intimità con i miei lettori.
Infine mi sono decisa a traslocare anch'io, lo porto qui a casa mia, se non tutto tutto la maggior parte: l'archivio. Non so quanto ci metterò, son più di 1000 articoli e li sposto con cura uno a uno, ma ho pazienza e la voglia di lavorare non mi manca: comincio oggi che è un lunedì ed è il 24 luglio 2017.

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Pensando a tutte le cose dette e scritte negli ultimi giorni sullo sguardo dell'artista, volevo mettere una citazione di una frasetta di Checov che mi ricordo più o meno a memoria, però visto che il libro da cui è tratta ce l'ho, si intitola Senza trama e senza finale, stavo tergiversando perché non avevo voglia di alzarmi dalla scrivania per andare a prenderlo sullo scaffale, ma la citazione la voglio mettere precisa, con tutti i punti al posto giusto.
Ho tentato una ricerca qui nel mio mac, mi pareva di averla già copiata da qualche parte, forse in una mail privata, forse su Anobii. Mah, forse mi ricordo male e sto sbagliando le chiavi.
Sguardo guardo, bellosguardo. Mi viene in mente un personaggio di un vecchio film di Mel Brooks, Robin Hood un uomo in calzamaglia, che so a memoria fotogramma per fotogramma perché mio figlio, quando era piccolo, non voleva vedere niente altro. C'è stato un periodo - a me ora pare lunghissimo ma forse era solo qualche mese, che tutte le sere prima di dormire mi chiedeva mamma guardiamo robinud in calzamaglia? Non voleva vedere tutto il film, ormai era sottinteso tra noi, solo la sequenza in cui Robin lotta contro Little John per il diritto di passaggio su un ponticello. (guardala su iutub) Portavo il nastro del videoregistratore sul fotogramma giusto, all'inizio me l'ero segnata ma poi lo trovavo anche con gli occhi bendati, lui prima batteva le mani e poi rideva, sempre, anche alla ottomilionesima volta. Non ti ho detto che magari lo vedevamo due o trenta volte di fila.
Finito il rito del film lo mettevo nel suo lettino caldo, insieme alle spade. Perché il mio bambino non dormiva con l'orsacchiotto ma con le sue spade di plastica allineate sotto le coperte. Per proteggersi dai ladri, mi aveva detto una volta nell'orecchio.
Bellosguardo in quella scena compare solo un attimo, non è rilevante, anche se i suoi equivoci attraversavano tutto il film. È un nome che non si dimentica.

Non cosa ho veduto, ma come l'ho veduto.
Ho veduto ogni cosa: adesso, quindi, non si tratta di quello che ho veduto, ma di come l'ho veduto.
Anton Cechov, Senza trama e senza finale, 99 consigli di scrittura, Minimum Fax.

 

Commenti al Post: Bellosguardo e un consiglio di Cechov

 

MaiMaturo il 16/12/11 alle 20:00 via WEB
Che filmone. Un capolavoro. Più o meno come tutti quelli del grande Mel. Anche mio figlio dormiva con la spada nel letto. Era una bella spadona di legno, fatta a mano da quel sant'uomo di suo papà.l

LaDonnaCamel il 16/12/11 alle 23:23 via WEB
Geppetto?

MaiMaturo il 16/12/11 alle 23:35 via WEB
Ah non so, chiederò a mia moglie.

LaDonnaCamel il 17/12/11 alle 13:00 via WEB
La fata Turchina?

MaiMaturo il 17/12/11 alle 18:52 via WEB
Oggi sei proprio la più simpa della compa! Sono nel mio quarto d'ora very slang ;)

LaDonnaCamel il 18/12/11 alle 00:05 via WEB
Bellalì zio, stasera mi prendi benissimo ;)

 

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