testata camel

Ho letto nei giorni scorsi che hanno festeggiato i 60 anni di disneyland, il parco dei divertimenti a tema creato Walt Disney, primo di una lunga serie che è stata riprodotta e poi copiata in tutto il mondo.
Io detesto i parchi dei divertimenti. Ecco. L'ho detto. Odio per primo il luna park e sono felice che alle Varesine al posto di quelle squallide baracche da quattro soldi abbiano messo elegantissimi grattacieli a forma di formaggino, camminate di legno di teak con pennacchi ornamentali, corrimano e tiranti in acciao inox e un polo alla moda della moda e per la moda, di cui nulla mi importa ma almeno è bello da vedere quando passo di lì.
Odio le montagne russe, gli otti volanti e tutte quelle attrazione che sollecitano in maniera abnorme il labirinto delle mie orecchie, provocandomi il vomito senza motivo.
Ma sto divagando. Volevo parlare di Disneyland. Quello di Parigi è stato fondato nell'aprile del 1992, sono passata di lì in agosto del 1994, è stata l'unica volta in cui sono entrata in un postaccio del genere: non sono mai stata nemmeno a Gardaland, pure lui 40 anni in questi giorni.

Mi dicono che siano posti bellissimi, c'è gente che si sottopone a ore di coda per dieci minuti di paura. Un po' come all'Expo. Sì, lo so, non ci sono solo attrazioni spaventose, si possono vedere anche altre cose, tanti mondi artificiali, riproduzioni di città di fantasia, castelli, magie, tecnologia, tunnel dell'amore, spruzzi d'acqua e urla dei passeggeri. Un po' come in barca a vela. Ma io sono dieci anni che non ci metto piede, e in quel caso almeno si andava da qualche parte. Il tempo vola, signora mia, non mi ero accorta che ne fosse passato tanto da quella volta. Dopo la prima vertiginosa discesa avevo chiuso gli occhi, appesa al braccio del mio professore di matematica, un giovane laureando che assomigliava a quello che sarebbe stato poi Natalino Balasso, guance rubiconde, capelli già radi, pancetta incipiente, non mi ricordo più come si chiamasse del resto l'ho avuto solo per l'ultimo anno, quello del biennio nella scuola privata dove avrei dovuto studiare il doppio visto che portavo quarta e quinta e invece avevo studiato la metà ma questa è un'altra storia e sono stata promossa, comunque attaccata al professorino avevo pensato sì! ho capito, ho capito cos'è! va bene, tutti i gusti sono gusti e se a voi piace non discuto ma io non ci voglio stare un minuto di più, fatemi scendere!

io detesto i parchi dei divertimenti

Il senso di questo post è tutto nella foto del nostro camper che si appresta a entrare a Eurodisney con la barca attaccata dietro. Quello che la foto non dice è che eravamo reduci dalle regate dei campionati mondiali della classe Fun che si erano svolte in Inghilterra, ci eravamo andati tutti quanti, compresi i bambini e visto che erano stati bravi, al ritorno li avevamo portati lì, e mentre ora ricordo di averlo ricordato lo scrivo e lo riscrivo, e lo stratifico.

 

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