Consigli di lettura

I libri che mi sono piaciuti

  • Andare fino in fondo: continua la caccia al personaggio

    La lettura del primo racconto (Appunti preliminari) della raccolta di Rick Moody The James Dean Garage Band mi ha fatto pensare a cosa sia necessario per caratterizzare bene un personaggio.
    Questo racconto è scritto come un diario in prima persona e la storia è molto semplice, quasi banale: la fine di un matrimonio. Tutto il racconto è incentrato sulla caratterizzazione di un personaggio, che è anche il narratore, mentre gli altri restano in ombra. Non succede quasi niente, solo piccoli fatti quotidiani.

    Leggi tutto

  • Booktrailer: una serata alla Sherlockiana

    Questo post documenta un incontro che per me è stato molto importante, non voglio dire che ha cambiato la mia vita ma di certo ha orientato qualche mia scelta successiva, mi ha fatto passare bei momenti e mi ha fatto conoscere persone interessanti. Ho imparato più di qualcosa e posso dire che se è stata un'occasione che ho saputo cogliere sono grata al destino per avermela offerta. Edit 30 agosto 2017.

     booktrailer alla Sherlockiana

    Giovedì sera sono stata alla Sherlockiana, la Libreria del giallo in via Peschiera a Milano a vedere una cosa interessante che non so bene come definire ma so già come chiamare: booktrailers.

    Leggi tutto

  • Buona la ventitreesima

    Venerdì scorso sono andata alla presentazione di un libro. Dove sta la novità, dirai tu. Vai sempre alle presentazioni dei libri. Bè, non sempre. E comunque sì, ci vado spesso, e allora? Mi piace incontrare persone a cui piacciono i libri, mi piace sentirne parlare e mi piace anche vedere qualche nuova libreria, se capita. Questa per esempio si chiama Centofiori e ha traslocato da poco in una sede nuova di zecca in piazzale Dateo a tre metri dalla fermata della 92. Ci hanno messo degli scaffali blu lussuosissimi, mi sarebbero piacuti per casa mia. Lo so che non è dagli scaffali che si giudica una libreria, però anche dagli scaffali belli e ben allestiti si può dedurre la cura per i particolari, l'attenzione e la pazienza, l'amore per i libri.

    Leggi tutto

  • Che burloni gli scrittori

    Sulla Repubblica di carta di venerdì, nella pagina della cultura, ho letto una cosa interessante. L’ho letto solo oggi, vabbè, ho avuto da fare, e comunque non era una cosa urgente.

    E’ la storia di uno scrittore inglese che non riusciva a pubblicare il suo romanzo. L’aveva mandato a un sacco di editori e tutti gli rispondevano che non valeva la pena, che non era nella loro linea editoriale, che era interessante ma non per loro e tutte quelle belle frasette che usano gli editori in questi casi qui.
    Insomma, un po' seccato da tutti questi rifiuti, invece di piantare un chiodo nel suo studio per infilzarceli dentro come ha fatto qualcun altro, 'sto tipo furbetto, che si chiama David Lassman, ha pensato di fare un esperimento e ha copiato i primi tre capitoli di tre romanzetti già editi, di una scrittorina sconosciuta che si chiamava Jane Austen che tanto è morta e quindi non se la prende, avrà pensato lui, ha cambiato i nomi dei personaggi e i titoli e li ha mandati. Che poi, visto che deve essere anche uno spiritoso, ha pensato bene di mettere come indirizzo del mittente quello del Jane Austen Centre di Bath, aggiungendo altri piccoli indizi che non sto qui a raccontarvi parola per parola, leggetevelo anche voi l'articolo di Repubblica di venerdì 20 luglio.
    La cosa divertente è che dei diciotto editori a cui aveva mandato il manoscritto, solo uno ha riconosciuto l’origine e gli ha risposto “cattivello, il plagio non si fa, non sta bene”. Tutti gli altri gli hanno rifilato il solito ciclostilato, bontà loro che hanno risposto.

    Leggi tutto

  • Due citazioni al prezzo di una, cioè gratis

    Accorpo due post, o due posts se si vuole usare il plurale inglese (deprecato, peraltro, quando si scrive in italiano) per aggiungere qualcosa alla funzione dello scrittore, o del frullatore o della sua versione post moderna: il robot da cucina. La prima citazione è di Bartelio, la seconda di Freud. I commenti seguono e la data è quella del primo post, 7 novembre 2008 ma edit 9 settembre 2017

    Bartelio:

    bartelioSe l'arte ha una sua dolente funzione, uso dolente perché mi pare un aggettivo adeguatamente a cazzo, se ce l'ha, dicevo, è proprio quando riesce a tirarti fuori dalle beghe e portarti da un'altra parte, in uno spazio tempo tutto tuo, in cui non ci sono cagacazzi e doveri, dove nessuno pontifica di istanze narratologiche e grammatica prescrittiva, dove si può scrivere e suonare a piacimento e parlare di acque fredde e gatte in calore senza che nessuno abbia qualcosa da ridire; e se ce l'ha, che si fotta. Vaffanculo. Esprimetevi un po' come cazzo vi pare, su che vi pare, purché mi facciate venir voglia di voltare la pagina successiva o di non premere il tasto stop. Ma forse la faccio troppo facile, non so.

    Lo scrive Bartelio in questo post e io sottoscrivo, sono d'accordo, ti dò ragione Bartelio, e non solo perché oggi è il tuo compleanno, davvero: Bartelio è melio!:-)).

     

    Leggi tutto

  • Due libri di Giulio Mozzi che mi sono piaciuti

    Raduno qui due post scritti a novembre 2009 così si risparmia spazio, tanto sono uno il seguito dell'altro, va bene così. edit 20 settembre 2017

    L'altra sera siamo andati in trattoria. Stavamo sedendoci a tavola quando Paolo mi ha detto: "Ah, il libro di Giulio Mozzi. E' bello."
    Bene, ho pensato, domani me lo compro. "Bene" ho detto, "domani me lo compro".

    Leggi tutto

  • Fumetti a scrocco - una storia senza morale

    Non sono mai stata una grande appassionata di fumetti. Non in prima persona: c'è sempre stato qualcun altro in casa che lo era al posto mio. Leggevo (e leggo) i fumetti a scrocco. Mio padre comprava Topolino (Mi fai vedere la copertina? no, prima lo leggo io. Solo la copertina, dai, ti prego. Vabbè, ma da lontano.) e poi negli anni Il Mago, ne aveva una raccolta introvabile e Linus, come ripiego quando avevano smesso di pubblicarlo.
    Mio fratello leggeva Dylan Dog e ce li aveva tutti dal primo all'ultimo, era un collezionista. L'altro fratello, molto più giovane, era un fan di Andrea Pazienza, ci si faceva le magliette con le tavole che gli piacevano di più.
    E i miei figli i manga. Ogni generazione un fumetto, è ovvio, anche se adesso manco si chiamano più così: graphic novel.
    Avevo pensato di scrivere due parole su Sergio Bonelli che è morto oggi e mi dispiace molto. In un primo momento mi sono trattenuta, mi sembrava di non averne il diritto. Che c'entro io, scroccona dei fumetti?
    Non c'entro, difatti. E nemmeno questa storia che mi è venuta in mente. Una storia senza morale.

    Leggi tutto

  • I miei libri del 2009

    Ho riportato questa lista perché non mai più letto così tanto in un tempo così breve e non ho nemmeno frequentato Anobii così assiduamente da poterne tenere il conto. Ammetto che vista da una certa distanza mi sembra un'esibizione muscolare: culturismo più che cultura, se non altro dispongo di sufficienti strumenti autocritici per prendermi un po' in giro da sola. edit 1 ottobre 2017

    Leggi tutto

  • La chiave a stella, una recensione che fa innamorare

    Quando leggi una recensione come questa, non solo corri a comprarti il libro come del resto ho fatto, non solo corri a leggertelo tutto, come pure ho fatto, ma poi resti lì a guardare il cursore che pulsa e pensi: che cosa altro potrei dire? Niente, non posso aggiungere niente.

    la chiave a stella primo levi recensione

    Dici bene, tu, prendi in prestito i libri dalla biblioteca che così risparmi qualche soldo e poi se non ti piaciono non ti sembra neanche di aver sprecato la moneta. Dici bene, ma quando i libri ti piaciono tanto come questo del Levi, dio bono, come fai a avere il cuore di portarli indietro? E' un libro come non se ne scrivono poi molti e forse a pensarci bene non se ne scrivono più. Piccolo, detto sottovoce con il tono di chi racconta le storie seduto in cucina mentre beve un caffè con lo stravecchio. Parla del lavoro degli uomini, il lavoro manuale ben fatto che innamora, quel lavoro che diventa passione e gioco e dà il senso che non si spreca il tempo e la vita. Libro dimesso come il tono del Faussone Libertino da Torino che racconta con la sua faccia inespressiva come il fondo di una padella, che usa i luoghi comuni credendo di averli inventati, che si domanda quale il senso di tutto ma con un tono di noncuranza che svuota la retorica come si svuota un pallone facendo un buco con un ago.

    Leggi tutto

  • La fiducia è una cosa seria e una lettera a Vargas Llosa

     Qualche giorno fa sono andata in biblioteca per ordinare un paio di libri, uno era una raccolta di Mozzi di cui è appena uscita la nuova edizione riveduta e ampliata. Si tratta di Il male naturale e se ne parla parecchio in giro per via di qualche polemica che si era sviluppata ai tempi della prima uscita, nel 98. L'altro era Centuria di Manganelli, di cui aveva accennato ancora Mozzi nelle lezioni qui sotto citate. Insomma, Mozzi sta diventando un mio portolano per la navigazione nella lettura perché si esprime molto, dice cose sensate e spesso sono d'accordo con le sue tesi.

    Leggi tutto

  • La meccanica del motore a due tempi

    Un padre è peggio di un nemico, pensa. Non puoi combatterlo ad armi pari. Non puoi scappare e nemmeno ignorarlo, perché ti segue dovunque vai. E alla fine, anche quando sarà stanco e ferito, ti mancherà sempre il coraggio di dargli il colpo di grazia. Diego immagina la vita degli adulti complicata come le automobili moderne: troppa plastica, troppa elettronica, e tutta quella potenza affidata a un sistema così delicato. Basta uno scherzo dell'impianto elettrico e ti ritrovi schiantato contro un muro senza nemmeno accorgerti che qualcosa non va. Lui ha sempre pensato alla sua, di vita, come alla meccanica elementare e perfetta di un motore a due tempi: il cilindro che si riempie di miscela, la miscela compressa che esplode, i gas di scarico che lasciano il cilindro vuoto. Se c'è qualcosa da imparare, dopo questa giornata, è che la vita non sarà più così. Mai più.

    Leggi tutto

  • La montagna non mi è mai piaciuta

    Questo è un post di novembre 2016, siccome qui la padrona sono io e mi serviva averlo presto qui perché è il prequel di una storia che si svolge in montagna, ho deciso di portarlo subito invece che aspettare il suo turno. Edit 10 settembre 2017

    La montagna non mi è mai piaciuta e ho smesso di andarci non appena mi è stato possibile, comunque non prima che si completasse la metà della vita che ho vissuto fino a oggi, quindi ci sono andata un bel po’ di volte.
    Ci ho pensato parecchio in questi giorni perché ho letto Le otto montagne, di Paolo Cognetti e ti consiglio di farlo anche tu non appena ti è possibile perché è un libro bellissimo, ma di questo ti parlerò domani.

    Leggi tutto

  • La prima volta che ho pubblicato un libro

    Non era proprio un libro intero ma solo un raccontino in una antologia, per pudore in questo post non dico quasi niente, più che altro alludo, la butto là. Comunque finito di stampare nel mese di Aprile 1998. Edit 3 ottobre 2017

    Leggi tutto

  • Le cose sono le cose

    E insomma questo Meneghello mi sta prendendo un sacco, sono più o meno a metà e cerco di non correre troppo, che un libro senza trama come questo non è da divorare, è da centellinare e meditare.
    La cosa che sto meditando adesso è che mi viene in mente mia nonna, lei sapeva sempre come le cose andavano fatte. C'era solo un modo per fare le cose, nessuna alternativa possibile. Si fa così. E lei quel modo lo sapeva sempre. Tanto è vero che tutti le chiedevano come si facevano le cose. Se qualcuno faceva qualche cosa in modo diverso lei lo criticava aspramente, tipo il caffè: il caffè si fa così e si beve con poco zucchero. Chi ci mette tanto zucchero non è un buongustaio, che ancora oggi se metto un cucchiaino troppo pieno mi sento in colpa. Buongustaio era una parola ammantata di mistero che mi arrotolavo tra le labbra, sottovoce, che aveva di certo un significato denso e importante, imprescindibile anche se momentaneamente fuori della mia portata.

    Leggi tutto

  • Leggere i libri è come farsi le coccole

    Sto leggendo parecchio: le pagine dei libri mi abbracciano e mi fanno divertire, mi accarezzano la testa con un pat pat rassicurante, mi tengono compagnia, insomma mi vogliono bene.

    Leggi tutto

  • Libera nos a Malo

     

    Dato che negli ultimi tempi ci ho la vita sociale di un'ameba zitella ho passato tutto il fine settimana a leggere nella dolce verzura del mio terrazzo e ho finito anche il Meneghello.
    Va detto che la prima parte era più spettacolare della seconda, che appare riflessiva e nostalgica e fa sorridere invece che sghignazzare apertamente. Ci sono un paio di riflessioni che mi rimuginano: mi commuove questo senso di religiosità pagano, mi verrebbe da dire, che permea la vita dei paesani di Malo, così legato alle cose concrete e alle parole che sono qui sempre trattate come cose anch'esse, lontano dal trascendente e dal mistico: anche l'inferno e il paradiso ma l'idea stessa di Dio (cito a memoria: il paradiso sta sopra di noi, Dio sta in paradiso, ma anche in Nuova Zelanda il paradiso sta sopra di loro e quindi Dio è tondo!) e del peccato e della virtù che vengono inseriti in questo contesto ingenuo da una parte ma molto pratico dall'altra. I precetti non si devono capire, si devono imparare e basta, e questo genera tutta una serie di equivoci che il Meneghello sapientemente utilizza per veicolare, divertendoci (e divertendosi) una sua visione del mondo disincantata e moderna senza tuttavia essere mai cinica o nichilista.

    Leggi tutto

  • Libertà

    Stamattina mi sono regalata un’oretta di libertà, in fondo oggi è mezza vacanza. Ho preso la metro senza fretta e sono andata in centro a cercare due libri. Nel tragitto pensavo a questo post che avevo intenzione di scrivere, e mentre lo prevedevo lo stavo vivendo, un curioso mischione di fantasia e realtà. Ma non solo, pensavo anche alla rece che volevo fare qui sul blog di uno di questi libri, come se l’avessi già letto. Un libro che volevo comprare da almeno due anni, ma poi, chissà perché, ogni volta che andavo in libreria me ne dimenticavo. Stamattina invece ero proprio decisa, si vede che i libri ti chiamano e lo sanno loro quando è il momento che vogliono essere letti, mi dicevo cullata dal vagone della linea gialla.

    Leggi tutto

  • Nemmeno mezz'ora fa - una recensione lampo

    Ero in tram, per la precisione sul 2, stavo tornando a casa e leggevo la pagina 124 del libro più strano che mi sia mai capitato di leggere. Non dico niente, la copertina è in figura, non dico altro. A un certo punto il guidatore del tram è venuto davanti a me e mi ha detto: "Signora, dove deve andare?". Che gli frega, ho pensato alzando la testa. Il tram era vuoto. Era vuoto e fermo. Fermo al capolinea. Non so da quanto. Ho sorriso, mi ha sorriso, mi sono alzata e sono scesa.

    Bel libro.

    Edit 1 settembre 2017: un appello a quello a cui l'ho prestato e non so più chi sia: per favore ridammelo!

    nemmeno mezz ora fa una recensione lampo

    Leggi tutto

  • Perchè leggere Ad occhi chiusi di Carofiglio?

     

    A parte l'eufonica nel titolo, a parte che non sto dicendo di leggerlo a occhi chiusi, frena subito la battutina che non è un libro in braille, ti consiglio di leggerlo perché è una scrittura semplice e precisa che non se la tira e arriva dritta
    alla meta, cioè alla trama, ma ancor meglio, è una scrittura diretta al servizio della trama e questa è una cosa che ti piace.
    Perché è spesso citata la musica che stanno ascoltando i personaggi e questa pure è una cosa che ti piace.
    Perché qualcuno legge il mucchio selvaggio e questa è un'altra cosa che ti piace.

    Leggi tutto

  • Ritorna ancora e prendimi

    Ho raggruppato alcuni post che parlano di questa raccolta di racconti erotici che è stata prodotta e pubblicata da un piccolo gruppo di amici frequentatori del newsgroup it.sesso.racconti, alla quale ho collaborato con grande impegno sia nella fase organizzativa della preparazione, editing e pubblicazione del materiale, sia nella promozione del libro.
    Dai messaggi e soprattutto dai commenti a questi post si può notare come le intenzioni dell'operazione siano state fraintese e, probabilmente anche a causa del generere letterario, gli scrittori partecipanti siano stati accusati dei delitti più nefasti e abietti. Ma cosa è successo, di preciso? Nei primi giorni l'iniziativa ha prodotto molte condivisioni nei blog amici ma la popolarità raggiunta in brevissimo tempo si è trasformata in un'ondata di odio da parte di alcuni membri della comunità di Libero che hanno coperto di insulti il mio blog e soprattutto i blog dei sostenitori del progetto. Non è piaciuto che i diritti d'autore fossero stati interamente devoluti a Medici senza frontiere, a prescindere dal fatto che nell'immediato mi sia spiegata per mail e per telefono in modo cordiale e tranquillo con i dirigenti della comunicazione dell'organizzazione umanitaria: non sono stati certo loro a incitare all'odio, ci tengo a sottolinearlo ancora, dopo tanto tempo.
    Dieci anni fa non ero abituata a questi personaggi che si mobilitano e si danno il passaparola per andare in branco a porgere insulti gratuiti a qualcuno che nemmeno conoscono e sono rimasta malissimo, ho dovuto chiudere i commenti al blog per qualche tempo per lasciar depositare quel polverone e mi sono anche scusata, come se fosse stata colpa mia. Si vede che la natura dell'uomo è sempre la stessa e trova il modo di esprimersi con gli strumenti che ha a disposizione.

    La tempesta è durata solo una settimana, ma ha lasciato segni profondi.

    (edit 19 agosto 2017)

    Leggi tutto

 

Il sistema di gestione dei contenuti Joomla e il software di conteggio accessi installato in questo sito utilizzano i cookies per migliorare le funzioni di navigazone. Cliccando sul bottone arancione avrai fornito il tuo consenso e questo avviso non verrà più mostrato. Se non accetti l'uso dei cookies abbandona questo sito web.