Saghe

Storie a puntate, romanzi d'appendice, sitcom, telenovelas e altri tipi di narrativa ricorrente, pezzi in origine staccati e ora rimessi insieme, paginati per una lettura più comoda che ricomponga l'ordine naturale della narrazione dal principio alla fine, a scapito dell'ordine di presentazione dei blog che va alla rovescia, dall'ultima cosa scritta all'indietro.

  • La nutria - un fotoromanzo in molte puntate

    Questa è una saga che si consuma da luglio fino alla fine del 2011 e poi ancora oltre, sono una decina di puntate e le metterò qui sotto usando il sistema a fisarmonica, man mano che ci arriverò o che ne avrò voglia, e questo è un piano editoriale che posso mantenere, visto che i pezzi sono già scritti! (edit 14 ottobre 2017)


    Oggi ho visto una nutria. Era in acqua, mezza affiorante, appoggiata a un pezzo di legno incagliato a una penisola di arbusti e foglie. O almeno credo che fosse una nutria, era molto grossa, troppo per essere una semplice pantegana. E poi aveva una bella pelliccia folta, sembrava quasi un castoro. Ma non credo che fosse un castoro, il naviglio Martesana non mi sembra un habitat da castori, non dentro la città dove l'ho vista io, a trecento metri da casa mia. Allora era una nutria oppure una pantegana molto in forma. Aveva un bel musetto, era graziosa. Stavo pedalando e ho pensato, toh, una nutria.

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  • La vera storia della Donna Camèl

    Ho riportato qui le puntate tutte insieme ma nel blog originale erano state pubblicate un po' alla volta, come un vero e avventuroso romanzo d'appendice, e di conseguenza i commenti. La storia è semivera e a sua volta era stata scritta ancora prima, per un'altra occasione, ma del resto le vicende narrate affondano le radici nel tempo.

    (Editato il 31 luglio 2017)

     


    Capitolo primo: Siam pronti a partir

    Ho tirato fuori l'album del Sahara per rinfrescarmi la memoria. E' un grande quaderno ad anelli con i fogli in cartoncino bianco e vicino alle foto ci sono le mie annotazioni: date, nomi, luoghi (scordatevelo! :P).

    Così posso ricordare che siamo partiti da Milano il 20 luglio del 1978, mica male: ci potrei scrivere un romanzo storico.

    Ma, già che ci siamo, sarebbe meglio andare indietro ancora di qualche mese, fino alla primavera di quell'anno, quella sera a casa di J&B (che sembra una marca di whisky ma giuro che non è così).
    Erano gli unici della compagnia già sposati, così la loro casa diventava per forza un centro gravitazionale, un posto dove andare invece del bar.

    Eccoci tutti quanti inginocchiati o seduti per terra intorno alla carta ben spianata, e B che spiegava l'itinerario, minimizzava i problemi, decideva le tappe. Lui c'era già stato: Tunisia, Algeria e Marocco, aveva solo diciassette anni, uno zaino e il portafoglio bello pieno. Qualunque cosa si volesse fare, B l'aveva già fatta, come se avesse vissuto un'altra vita, prima, e aveva solo un paio d'anni più di noi.

    M annuiva entusiasta, io domandavo che ci andavamo a fare nel deserto in agosto, o comunque nel deserto: a me piaceva il mare. Niente, mi fu promesso che prima e dopo ci saremmo fermati anche al mare: allora accettai - perplessa.

    Ma non volevamo partire come degli sprovveduti: ci saremmo preparati a dovere. B aveva un vecchio furgone, ci avrebbe messo dei mobili e l'avrebbe trasformato in un camper. Noi? Be', avevamo la cinquecento di M e la tenda canadese.
    Ah no, io non ci dormo in tenda, chissà che bestiacce strisciano da quelle parti: serpenti, scorpioni, scarafaggi immondi… E va bene, allora facciamo l'air-camping.
    E cosi' fu fatto.

     

    la donna camel va nel sahara

     

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  • Le avventure di Nonugo - una vecchia storia

    Le avventure di Nonugo è un progetto che per ora si compone di cinque pezzi che metto in questo post tutti di fila, coi commenti in fondo. A dire la verità, dopo una spinta iniziale mi è mancata l'urgenza e non sono più andata avanti, ma non è detto che non lo riprenda prima o poi, se trovo una motivazione allettante o un buon contratto editoriale. È una storia antica o anche solo vecchia, di quelle che mi invento a partire da un particolare che ho saputo dai diretti interessati o da altri, dunque se credi di riconoscere qualcuno che è veramente esistito ti sbagli, le vecchie storie si assomigliano tutte e io le racconto così come mi viene. La foto è presa da internet e mostra il personaggio storico che stavo per far entrare in scena quando mi sono fermata: indovina?

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    Mi sto girando nella testa un personaggio, una bella sagometta te lo dico io. Uno che se fosse ancora vivo (ma non ho detto che sia morto) uno che se fosse vivo sarebbe sui novanta adesso, perché è nato negli anni venti. Ne sa di storie questo qua, da riempie uno scaffale se ha voglia.
    Dico uno per dire, che potrebbero anche essere molti, ma se dico uno ho le mie ragioni.
    So anche il nome ma adesso non mi va di dirtelo, sappi che non è Ugo: con questo ti puoi già fare un’idea perché Ugo è un conto, non Ugo tuttaltro.

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  • Le cose sono le cose è un titolo che mi piace

    Ne ho scritti un mazzetto, di questi pezzolini delle cose, mi divertivo a scriverli anche se son robe da poco. Li metto tutti insieme perchè non valgono un post uno a uno, ne faccio una saga. Poi mi piacciono i commenti di Camillo, c'è bisogno di qualcuno a cui importa quacheccosa, qualcuno che non ci guadagna a dir cose che non pensa eccetera: ne basta uno e non sarò più sola. Ah, non prendermi troppo alla lettera, è quasi sempre fiction. (Camillo dove sei? Mi manchi! edit 6 settembre 2017)

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  • Lui e me

    Apparso per la prima volta su it.arti.scrivere il 10 marzo 2002, la sfida era: riuscirò a scrivere un diario adolescenziale in modo orginale e straniante?
    Tu che ne dici, nuovo lettore che passi di qui senza lasciare un segno?

    Edit agosto 2017


    Quando lo vidi per la prima volta eravamo al cinema, e devo ammettere che mi lasciò abbastanza sbalordita, non tanto perché non avessi previsto di imbattermi in lui: anche se non era continuamente nei miei pensieri sapevo che prima o poi sarebbe successo. Il fatto è che ero una ragazzina ignara e me lo immaginavo del tutto diverso: non mi aspettavo il pelo. Certo, a posteriori posso considerare che si trattò di vera e propria ignoranza: avevo ben quindici anni e sarebbe bastata una semplice comparazione di reciprocità per intuire l'evidente. Ma, come dicevo, non ci avevo mai pensato e i miei modelli di riferimento si basavano su osservazioni sperimentali piuttosto datate, per questo, ora lo so, completamente inattendibili.

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  • Ritorna ancora e prendimi

    Ho raggruppato alcuni post che parlano di questa raccolta di racconti erotici che è stata prodotta e pubblicata da un piccolo gruppo di amici frequentatori del newsgroup it.sesso.racconti, alla quale ho collaborato con grande impegno sia nella fase organizzativa della preparazione, editing e pubblicazione del materiale, sia nella promozione del libro.
    Dai messaggi e soprattutto dai commenti a questi post si può notare come le intenzioni dell'operazione siano state fraintese e, probabilmente anche a causa del generere letterario, gli scrittori partecipanti siano stati accusati dei delitti più nefasti e abietti. Ma cosa è successo, di preciso? Nei primi giorni l'iniziativa ha prodotto molte condivisioni nei blog amici ma la popolarità raggiunta in brevissimo tempo si è trasformata in un'ondata di odio da parte di alcuni membri della comunità di Libero che hanno coperto di insulti il mio blog e soprattutto i blog dei sostenitori del progetto. Non è piaciuto che i diritti d'autore fossero stati interamente devoluti a Medici senza frontiere, a prescindere dal fatto che nell'immediato mi sia spiegata per mail e per telefono in modo cordiale e tranquillo con i dirigenti della comunicazione dell'organizzazione umanitaria: non sono stati certo loro a incitare all'odio, ci tengo a sottolinearlo ancora, dopo tanto tempo.
    Dieci anni fa non ero abituata a questi personaggi che si mobilitano e si danno il passaparola per andare in branco a porgere insulti gratuiti a qualcuno che nemmeno conoscono e sono rimasta malissimo, ho dovuto chiudere i commenti al blog per qualche tempo per lasciar depositare quel polverone e mi sono anche scusata, come se fosse stata colpa mia. Si vede che la natura dell'uomo è sempre la stessa e trova il modo di esprimersi con gli strumenti che ha a disposizione.

    La tempesta è durata solo una settimana, ma ha lasciato segni profondi.

    (edit 19 agosto 2017)

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